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“Villa Correr Pisani. Trasformazioni e persistenze di un monumento connesso al proprio territorio”, conferenza di Elisa Bellato.

La Villa Veneta è una realtà dall’identità forte ma in veloce trasformazione. Molti i ruoli svolti nel corso dei secoli, rispecchiando esigenze e preferenze sempre in linea con i tempi. Economia, bellezza, potere, religione sono alcuni dei fattori che la definiscono. A lungo è stata simbolo per eccellenza di una visione del mondo condivisa da padroni e lavoranti, da signori e popolo. Oggi, in uno scenario completamente rinnovato, mantiene una importante rappresentatività all’insegna dei nuovi valori riconosciuti al patrimonio culturale. Partendo dal “prototipo” di villa veneta, approfondiremo alcune specificità proprie di Villa Correr Pisani, di fondazione seicentesca e progettata ai confini dell’allora imponente bosco del Montello.

Elisa Bellato si occupa di patrimonio culturale da un punto di vista antropologico. Ha progettato musei ed esposizioni di interesse etnografico, tra cui, in Provincia di Treviso, il Museo del baco da seta di Vittorio Veneto e realizzato pubblicazioni dedicate alle tematiche museali e alle pratiche e politiche di gestione dei beni culturali. Dal 2014 fa parte del Consiglio direttivo di Simbdea (Società Italiana per la Museografia e i Beni DemoEtnoAntropologici)Attualmente sta studiando l’evoluzione in chiave “patrimoniale” delle Ville Venete e insegna, a contratto, Antropologia culturale all’Università la Sapienza di Roma.

Ingresso gratuito. È gradita la prenotazione.

Per info e prenotazioni: 0423 617539 – 617479 (Museo) info@memorialegrandeguerra.it

Mercoledì 18 gennaio | Sala conferenze del MeVe alle 20:30
UNA GUERRA DIFFERENTE
Conferenza di Marco Mondini 

Combattere in montagna tra tecnologia e cultura.

Uno delle più inossidabili mistificazioni a proposito del primo conflitto mondiale è rappresentata dal racconto della guerra in montagna sul fronte italo-austriaco. Per un secolo, questo teatro militarmente minore è stato narrato (e non di rado celebrato) come una parentesi del tutto estranea al conflitto di massa, industriale e inglorioso, del fronte occidentale e dell’Isonzo: una sorta di duello epico tra piccole falangi di guerrieri coraggiosi, impegnati ad affrontarsi tra le nevi eterne e le pareti a picco sotto un cielo splendente. Una sorta di settimana bianca protratta per anni, secondo una narrazione ancora molto tipica di certa storiografia (soprattutto anglofona). Ma si tratta di una verità molto parziale. È vero che la guerra in montagna non fu, o fu solo saltuariamente, occasione di scontri su vasta scala tra fanterie votate al massacro. Ed è vero che, tra 1915 e 1918, i combattenti che si affrontarono sulla montagna ebbero più da fare nel confronto con l’ambiente, prima che con il proprio nemico umano. Ma, al di là delle costruzioni narrative delle riviste illustrate, della fotografia di propaganda e del cinema, la guerra in montagna fu anche, e per certi versi soprattutto, un conflitto ad altissimo tasso tecnologico, reso possibile dai migliori ritrovati della tecnica e dell’ingegneria dell’epoca.

Per adulti.

Per info e prenotazioni: 0423 617539 (MeVe) – 617479 (Museo) – info@memorialegrandeguerra.it