Memoriale grande guerra
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I PERCORSI DEL MEVE

GLI SPAZI DELLA GUERRA

Sezione 4

Una rappresentazione quasi ad anfiteatro da conto della non linearità cronologica della Grande Guerra, sia dal punto di vista dei luoghi, che degli eventi e dei protagonisti. La rappresentazione cronologica si svolge secondo tre linee temporali, a livello europeo/internazionale, nazionale e locale, secondo eventi che si svolgono in modo sincronico o diacronico nei tre principali fronti. Il visitatore viene accompagnato nella conoscenza e interpretazione dei diversi eventi attraverso video, postazioni multimediali e un apparato grafico/iconografico.

Sezioni 7, 8, 9, 10

Il badile è uno strumento irrinunciabile nell’equipaggiamento del soldato nella costruzione di micromondi alieni dalle trincee, delle città di ghiaccio, delle gallerie. La guerra reale è quella della trincea, una guerra stanziale, di stallo, dove vincere dipende dalla quantità di soldati che le nazioni possono mettere in campo e sacrificare, dalle innovazioni tecnologiche, dalla capacità di sopravvivere e conquistare territori anche in luoghi estremi. È una guerra di posizione ed è necessario costruire un apparato logistico e strategico che permetta di portare continui rifornimenti al fronte di soldati, materiali, vettovagliamenti, assistenza medica. L’ingegneria diventa fondamentale per costruire nuove infrastrutture, dalle ferrovie, alle teleferiche, alle strade. Il visitatore viene immerso nella realtà del bombardamento delle città e al fronte e condotto nell’esplorazione della città di ghiaccio della Marmolada. La Prima guerra mondiale è la prima guerra che coinvolge tutte le sfere ambientali del nostro pianeta, viene combattuta sopra e sottoterra, in cielo, in mare e sotto i mari. Le offensive in mare con le navi e i primi sottomarini, o quelle dal cielo, nonostante i grandi progressi nei mezzi e nelle armi, non sono state determinanti, ma getteranno le basi per come sarà combattuta la Seconda guerra mondiale. Installazioni multimediali e interattive, come un simulatore di volo, e dialoghi con l’esperto consentono di approfondire questi temi.

Sezioni 11 e 12

Gli eserciti impiegano la geologia, così come la geografia e la geomatica per acquisire un maggior controllo del campo di battaglia e dei contesti territoriali nei quali vengono svolte operazioni o sono installate le infrastrutture logistiche. Sono qui esposti gli strumenti del geografo di inizio secolo e per comprendere come le carte geografi che siano strategiche per fare la guerra. Grazie ad un’installazione multimediale è possibile entrare nei campi di battaglia e osservare a 360° i panorami di guerra da Cima Grappa, dall’Altopiano di Asiago etc.

Sezione 23

Alla fine di cinque anni di combattimenti, la Grande Guerra lascia interi territori, paesi e città devastati e distrutti, ponendo quindi il grande problema della ricostruzione. Quali sono state le scelte e come si è ricostruito nel dopoguerra è quanto viene presentato in questo spazio che è di transizione e introduzione alla riflessione finale sull’attualità della Grande Guerra e dedicata agli eventi che dal dopoguerra conducono all’oggi. Lungo la scala che riporta al piano terra si affronta il tema dell’elaborazione della memoria che porterà alla costruzione di simboli totemici come i monumenti, di luoghi della celebrazione dell’eroismo e mitizzazione della guerra e di cimiteri tematici. Cent’anni di storia da quel primo conflitto mondiale sono presentati in una spirale di immagini e video che riporta il visitatore al contemporaneo. Oggi la Grande Guerra è più che mai presente negli scontri che insanguinano il Medio Oriente, nelle tensioni fra Est e Ovest Europa, nella pervasività della tecnica. Al termine del percorso si propone una riflessione sul senso dell’Unione Europea in un momento di dilagante euroscetticismo.

TECNOLOGIE

Sezione 2

Sono gli ultimi anni della Belle Époque con i suoi profondi contrasti sociali, con i grandi movimenti culturali e artistici, che gettano le basi concettuali, filosofiche e politiche del conflitto. La Prima guerra mondiale fu uno di quegli eventi che produsse numerosi cambiamenti sia di portata macro che microscopica, influenzando la vita del singolo individuo, cambiandone radicalmente il modo di pensare e di agire. In queste sezioni il visitatore può esplorare virtualmente la produzione artistica e culturale della Belle Époque e dei periodi che la seguirono con la guerra e dopoguerra, immergersi nella modernità di inizio secolo e comprendere le vere cause del conflitto ed entrare in una rappresentazione immersiva dell’assassinio di Francesco Ferdinando.

Sezioni 19, 20, 21, 22

Lo sforzo bellico impose alle potenze impegnate l’essenziale riconversione economica e una corsa all’innovazione tecnologica per essere sempre più efficienti nell’offensiva. Furono potenziate le industrie metallurgiche, meccaniche e chimiche, tessili e alimentari. Il sistema di trasporti su terra venne rivoluzionato: oltre all’incremento delle linee ferroviarie, ricevette un impulso anche l’uso di mezzi col motore a scoppio, in particolare auto e camion. La produzione di energia elettrica venne aumentata e resa, nel dopoguerra, disponibile agli usi civili. La produzione bellica di fucili, mitragliatrici, cannoni, obici, aerei, navi e automezzi milita riconobbe una crescita esponenziale. Anche il settore della fotografi a e quello strategico delle radio-telecomunicazioni conobbero uno sviluppo notevole, la radio sarebbe entrata nell’esperienza quotidiana di milioni di persone, così come la macchina fotografica portatile. Infine la medicina e la chirurgia trovarono un imprevisto, enorme, laboratorio sia per gli interventi d’emergenza, sia per la sperimentazione, stante l’abbondanza di corpi e l’estrema varietà delle lesioni che presentavano.

UMANITA’ IN GUERRA

Sezione 3

Sono gli ultimi anni della Belle Époque con i suoi profondi contrasti sociali, con i grandi movimenti culturali e artistici, che gettano le basi concettuali, filosofiche e politiche del conflitto. La Prima guerra mondiale fu uno di quegli eventi che produsse numerosi cambiamenti sia di portata macro che microscopica, influenzando la vita del singolo individuo, cambiandone radicalmente il modo di pensare e di agire. In queste sezioni il visitatore può esplorare virtualmente la produzione artistica e culturale della Belle Époque e dei periodi che la seguirono con la guerra e dopoguerra, immergersi nella modernità di inizio secolo e comprendere le vere cause del conflitto ed entrare in una rappresentazione immersiva dell’assassinio di Francesco Ferdinando.

Sezioni 5 e 6

L’illusione di una guerra breve si scontra con la realtà di una guerra lunga e disastrosa per tutti dove il dominio della tecnica e degli apparati determina lo svolgimento e le sorti del conflitto. C’è molta retorica nelle dichiarazioni di guerra dei diversi stati, che traspare sia nelle proclamazioni, che nei testi dei giornali dove ritorna l’idea della guerra lampo che offrirà ai vincitori l’opportunità di essere leader europei e mondiali. Il visitatore viene coinvolto in tutto questo attraverso postazioni multimediali e una proiezione sul vano scala che precede l’esposizione al primo piano.

Sezioni 13 e 14

Nella sala affrescata viene proposta una riflessione sul soldato trasformato in semplice pezzo biologico di ricambio, svuotato della propria umanità. Un’installazione sulle pareti di un umanesimo perduto invita ad incontrare coloro che hanno lasciato la propria casa, da ogni angolo del pianeta, per combattere una guerra che non immaginavano essere così crudele, estenuante e alienante. Questa sezione è l’occasione per riflettere sugli effetti drammatici di una guerra e sulle responsabilità. Fa quasi da contraltare la sezione successiva dedicata al quartier generale dove si decidono non solo le sorti della guerra, ma anche quelle dei soldati, soldatini di piombo su un tavolo da gioco. Le voci dei generali italiani, francesi, inglesi e austriaci risuonano allo stesso modo e a questo punto del percorso espositivo risulta chiaro che la guerra assume prospettive e contenuti diversi a seconda di dove la si guarda e da chi la guarda. Non è più questione di chi vince o perde ma di quanta umanità e civiltà si sta perdendo.

Sezioni 15 e 16

La narrazione dell’inferno al fronte negli anni del conflitto avvenne sotto le lenti deformanti della censura e della propaganda. Su due livelli, quasi in un’arena, vengono rappresentate in un confronto continuo le scritture della propaganda e quelle della verità scritta da due protagonisti più umili della guerra, il soldato austriaco Kukutsch e Primo Sartor, italiano di Montebelluna. In continuità con questa sezione, è allestito uno spazio di rappresentazione dove mettere in scena il cinema documentario storiografico o di racconto della Grande Guerra da quello contemporaneo al periodo bellico e post bellico intriso di propaganda e retorica, a quello di oggi.

DOMANDE PER IL FUTURO

Sezione 1

Inconsapevolmente nel quotidiano viviamo e ci muoviamo su un contesto fisico, economico, sociale, politico e culturale fortemente determinato dall’evento della Prima Guerra Mondiale. Molte tecnologie che hanno migliorato la qualità della nostra vita sono conseguenti alle innovazioni ad esse legate: viaggiamo su linee ferroviarie costruite durante la quella guerra, percorriamo sentieri di montagna tracciati dai soldati per raggiungere le trincee, le stesse attuali guerre e atti terroristici sono la conseguenza di scelte politiche fatte alla fine della prima Guerra Mondiale. In questa sezione un video, un’installazione interattiva, pannelli con mappe e info grafica, stimolerà il visitatore a riflettere su tutto questo.

Sezioni 24 e 25

Alla fine di cinque anni di combattimenti, la Grande Guerra lascia interi territori, paesi e città devastati e distrutti, ponendo quindi il grande problema della ricostruzione. Quali sono state le scelte e come si è ricostruito nel dopoguerra è quanto viene presentato in questo spazio che è di transizione e introduzione alla riflessione finale sull’attualità della Grande Guerra e dedicata agli eventi che dal dopoguerra conducono all’oggi. Lungo la scala che riporta al piano terra si affronta il tema dell’elaborazione della memoria che porterà alla costruzione di simboli totemici come i monumenti, di luoghi della celebrazione dell’eroismo e mitizzazione della guerra e di cimiteri tematici. Cent’anni di storia da quel primo conflitto mondiale sono presentati in una spirale di immagini e video che riporta il visitatore al contemporaneo. Oggi la Grande Guerra è più che mai presente negli scontri che insanguinano il Medio Oriente, nelle tensioni fra Est e Ovest Europa, nella pervasività della tecnica. Al termine del percorso si propone una riflessione sul senso dell’Unione Europea in un momento di dilagante euroscetticismo.

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“Lo spettro della fame si fa già innanzi, e ogn “Lo spettro della fame si fa già innanzi, e ogni giorno centinaia e migliaia e migliaia di poveretti che hanno dovuto lasciare il loro campo sotto i tiri dell’artiglieria [...] vengono a Treviso a chiedere un tozzo di pane per isfamare i loro figli”.
🧐Le parole del Vescovo Longhin ci mostrano quanto l’alimentazione abbia subìto un forte mutamento dopo lo scoppio della Grande Guerra, e ciò ha portato milioni di cittadini a doversi accontentare di poche calorie al giorno per sopravvivere.
▪️ Era infatti necessario che ogni Paese impegnato nel conflitto ricorresse a sistemi di
contenimento dei consumi alimentari a discapito della popolazione, per consentire all’esercito di usufruire delle risorse migliori disponibili.
▪️ Nell’Italia del 1917 questo si tradusse nel razionamento delle risorse, ovvero il controllo dell’acquisto di generi alimentari da parte dei cittadini attraverso una tessera, detta “annonaria”. 
▪️ Ci furono delle conseguenze immediate: la carne divenne ben presto una merce rara, i panifici vendevano solo pane raffermo che secondo le credenze dell’epoca saziava più presto e anche per coloro che riposero le speranze nella polenta, il tesseramento ne fissò a 350 grammi la razione quotidiana per persona. 
#memorialeveneto #memorialevenetodellagrandeguerra #meve #storiadellartealmeve #modididire #curiositàdellagrandeguerra #grandeguerra
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“𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗼̀ 𝗺𝗮𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗼̀ 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 “𝗣𝗮𝗰𝗲”...”
Quanto avrebbe voluto dire ancora questo soldato a chi leggeva le lettere che mandava a casa❓
Non possiamo saperlo, perché ogni lettera che dal fronte giungeva alle famiglie attraversava un lungo viaggio, fatto di controlli, censure e…involontari terzi incomodi. 
Non sempre chi spediva le lettere o le riceveva sapeva leggere e scrivere. 
Ad aiutarli c’erano dunque commilitoni, conoscenti o parroci e suore, che potevano mediare la lettura e la scrittura, finendo però per intromettersi nelle già difficili comunicazioni tra persone distanti da molto tempo. 
Oltre a loro gli addetti alla censura, che leggevano tutte le corrispondenze, coprivano con macchie nere ciò che non era ritenuto opportuno: indicazioni geografiche ma anche lamentele, giudizi negativi su governo e generali e…molto altro.
Per scoprire la storia che si cela dietro alle corrispondenze di guerra vi aspettiamo per questo viaggio sorprendente nella storia!
📅 domenica 17 novembre 
⏰dalle 15:30 alle 17:00
📍MeVe
👉 info e prenotazioni: 0423 617539 - 617479; info@memorialegrandeguerra.it
#memorialeveneto #memorialevenetodellagrandeguerra #meve #spiritoecorpo
“Controllare il passato. Politiche della memoria “Controllare il passato. Politiche della memoria, identità e democrazie in Europa” a cura di Filippo Focardi, storico e docente di storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Padova. 
Tra i più autorevoli storici europei ad essersi occupati delle politiche della memoria in Europa nel ‘900, Filippo Focardi è direttore scientifico dell’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” e autore di numerosi studi, tra cui La guerra della memoria (Laterza, 2005); Criminali di guerra in libertà (Carocci, 2008); Il cattivo tedesco e il bravo italiano (Laterza, 2013); Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe (Viella, 2020). 
Focardi porta al MeVe una riflessione dedicata all’uso che viene fatto del passato e delle sue ricostruzioni nell’ambito del dibattito culturale e politico attuale in connessione con i problemi del presente. In particolar modo verranno analizzate le modalità con cui i grandi problemi del ‘900, spesso attraverso strumentalizzazioni e semplificazioni, divengono oggetto di scontro identitario tra diversi gruppi di interesse, provocando talvolta ricadute importanti anche sul piano politico e sul processo decisionale delle istituzioni. 
A dialogare con Focardi sarà Alessia Visentin, archivista e storica dell’ISTRESCO. 
📅Giovedì 14 novembre 2024, 
⏰ore 20.45
📍MeVe
L’incontro con Filippo Focardi apre il ciclo di incontri dal titolo Memorie in conflitto: letture e riletture del ‘900 tra storia e memoria, organizzata dal MeVe in collaborazione con l’ISTRESCO di Treviso per affrontare con il pubblico alcuni dei nodi più critici del dibattito attuale sul passato, aprendo un dialogo permanente con il mondo della ricerca e degli studiosi che da anni si occupano di questi temi.
Gli incontri sono gratuiti fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata.
👉Per info e prenotazioni: 0423 617539 – 617479 (Museo)| info@memorialegrandeguerra.it
📜𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲: 📜𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲: 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮
Il racconto della grande guerra che arriva a noi attraverso lettere e canzoni è fatto di parole che hanno affrontato mille sfide: 
la censura, l'analfabetismo, la voglia di non far preoccupare i propri cari e la difficoltà di raccontare qualcosa di incredibile e mai visto.
Una visita guidata animata ci conduce in un viaggio tra le emozioni lungo 100 anni
📅 domenica 17 novembre 
⏰dalle 15:30 alle 17:00
📍MeVe
👉 info e prenotazioni: 0423 617539 - 617479; info@memorialegrandeguerra.it
#memorialeveneto #memorialevenetodellagrandeguerra #meve #spiritoecorpo
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Via Aglaia Anassillide, 5
31044 – Montebelluna (TV)
0423 617539
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Orari estivi:
da martedì a venerdì: 14:30-18:00
sabato e domenica: 11:00-19:00

Orari invernali:
da martedì a venerdì: 14:30-18:00
sabato e domenica: 10:00-18:00

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